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Guida · Finanziamenti

Finanziamenti SIMEST per l'export digitale: come funzionano nel 2026

SIMEST finanzia a tasso agevolato le imprese italiane che vogliono vendere all'estero, anche online. Per un brand Food & Beverage le linee da conoscere sono due: E-commerce, per creare o migliorare una piattaforma di vendita verso i mercati esteri, e Transizione digitale ed ecologica, per gli investimenti digitali di chi esporta già. Qui trovi requisiti, importi, spese ammesse e i punti su cui si inciampa più spesso.

Aggiornata al 26 settembre 2026 · 10 minuti di lettura

In breve

  • Sono finanziamenti agevolati, cioè prestiti a tasso ridotto (dallo 0,371% a settembre 2026), non contributi.
  • Il fondo perduto spetta solo ad alcune categorie di imprese: di norma fino al 10% del finanziamento, con un massimo di 100.000 €.
  • La linea E-commerce non chiede un fatturato estero minimo. La linea Transizione digitale sì: di norma almeno il 10%.
  • Entrambe funzionano a sportello: le domande si esaminano in ordine di arrivo, finché ci sono fondi.
  • Servono almeno due bilanci depositati. Sono escluse le imprese agricole (sezione ATECO A) e alcune attività della lavorazione della carne.

Cos'è SIMEST e il Fondo 394/81

SIMEST è la società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti che sostiene l'internazionalizzazione delle imprese italiane. Gestisce il Fondo 394/81, con cui concede finanziamenti a tasso agevolato per progetti legati all'estero: fiere, ingresso in nuovi mercati, e-commerce, investimenti digitali ed ecologici.

Per l'export digitale le linee utili sono due, con regole diverse; per le fiere c'è la linea Fiere ed eventi, spiegata nella guida ai contributi per le fiere. I bandi regionali a fondo perduto sono nella mappa dei bandi per l'export 2026. Si possono chiedere entrambe, a patto di restare nei limiti complessivi verso il Fondo e di non finanziare due volte la stessa spesa.

E-commerce o Transizione digitale: le differenze

VoceE-commerceTransizione digitale ed ecologica
A cosa serveCreare o migliorare una piattaforma propria, oppure entrare in un marketplace, per vendere all'esteroInvestimenti digitali o ecologici di chi esporta, anche in Italia
Fatturato estero richiestoNessuno per accedereDi norma almeno il 10% nell'ultimo esercizio
ImportoDa 10.000 € fino al minore tra 500.000 € e il 20% dei ricavi medi degli ultimi due bilanciDa 10.000 € fino al minore tra il 35% dei ricavi medi e 500.000 € (micro), 2,5 milioni (PMI) o 5 milioni (altre imprese)
Durata4 anni, di cui 2 di preammortamento6 anni, di cui 2 di preammortamento
Tasso a settembre 2026Dallo 0,371%, fissoDallo 0,371%, fisso
Fondo perdutoFino al 10% (massimo 100.000 €) per alcune categorie, fino al 20% in casi specificiFino al 10% (massimo 100.000 €) per alcune categorie, fino al 20% o 30% per imprese energivore e misura Energia

Il tasso agevolato è una percentuale del tasso di riferimento europeo (10%, 50% o 80%, a scelta dell'impresa) e resta fisso per tutta la durata.

Chi può chiedere il finanziamento

I requisiti principali, comuni alle due linee:

  • impresa italiana con almeno due bilanci relativi a due esercizi completi, già depositati;
  • classe di rischio diversa dalle ultime tre (10, 11 e 12) nel modello di valutazione usato da SIMEST, e impresa non in difficoltà;
  • DURC regolare e polizza contro i rischi catastrofali.

Per la sola linea Transizione digitale serve un legame con l'export: almeno il 10% del fatturato dall'estero nell'ultimo esercizio (3% per le imprese energivore), oppure almeno il 10% del fatturato verso clienti che esportano, come nel caso delle imprese di filiera.

Attenzione alle esclusioni che toccano il food: non possono chiedere le imprese attive in via prevalente nell'agricoltura, nella pesca e nell'acquacoltura (sezione ATECO A). Per la carne, entrambe le linee escludono la classe 10.1 (lavorazione e conservazione della carne), salvo la produzione di prodotti a base di carne (10.13). Se la tua attività principale ha uno di questi codici, verifica con SIMEST prima di preparare la domanda.

La linea E-commerce nel dettaglio

Finanzia tre tipi di progetto: la creazione di una piattaforma propria, il miglioramento di una piattaforma propria già esistente, l'accesso a un marketplace di terzi. Lo scopo è vendere sui mercati esteri, senza vincoli su Paesi specifici.

Spese ammesse

Le spese principali sono divise in tre gruppi, e i primi due devono valere almeno la metà del finanziamento. La circolare ammette anche consulenze per la conformità ambientale e per la gestione della pratica, queste ultime fino al 5%.

  1. Creazione, acquisizione e configurazione della piattaforma, estensioni software (gestione ordini, pagamenti, servizi cloud, integrazioni con ERP e CRM, intelligenza artificiale), spese di avvio su un marketplace.
  2. Hosting del dominio, commissioni per l'uso della piattaforma o del marketplace, contenuti e grafica, consulenze per sviluppare o modificare la piattaforma.
  3. Indicizzazione, web marketing, comunicazione, formazione del personale.

I vincoli da conoscere

  • Il dominio deve essere intestato alla tua impresa.
  • La piattaforma deve permettere di concludere l'acquisto online: una vetrina senza carrello non basta.
  • Si devono vendere in prevalenza prodotti fatti in Italia o con marchio italiano registrato (o in corso di registrazione).
  • Se costruisci una piattaforma propria, il fornitore deve essere attivo da almeno due anni e aver realizzato almeno due piattaforme nei due anni precedenti.
  • Non sono ammesse le consulenze continuative o periodiche, come la pubblicità.

La linea Transizione digitale ed ecologica nel dettaglio

Di norma almeno metà del finanziamento va in investimenti digitali o ecologici. Il resto può rafforzare il patrimonio dell'impresa, con investimenti che restano tra le immobilizzazioni. In alcuni casi, per esempio per chi ha interessi negli Stati Uniti o per le imprese energivore, la quota per il patrimonio può essere più alta.

Le spese digitali ammesse, in sintesi:

  • integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;
  • modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale;
  • attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali;
  • consulenze in ambito digitale, per esempio un digital manager;
  • sicurezza informatica, cloud, big data e altre tecnologie dell'industria 4.0;
  • certificazioni digitali e spese per l'intelligenza artificiale.

Non sono ammesse le spese correnti legate all'attività di esportazione, le commissioni legate al venduto e le consulenze continuative come la pubblicità.

Dal 21 settembre 2026 c'è anche una sezione dedicata a intelligenza artificiale e quantum computing, con una riserva di 200 milioni: vale per chi destina il 100% del finanziamento a queste tecnologie, con durata fino a 8 anni e anticipo del 50%. Per questa sezione basta il 3% di fatturato estero, oppure essere fornitori di imprese che esportano.

Il fondo perduto: a chi spetta

Il fondo perduto non è automatico. Nelle due linee arriva di norma fino al 10% del finanziamento, con un massimo di 100.000 €, per alcune categorie di imprese, tra cui:

  • PMI con sede operativa nel Sud Italia;
  • PMI con almeno il 20% di fatturato estero;
  • PMI giovanili o femminili;
  • PMI con certificazioni ambientali;
  • PMI innovative;
  • imprese con interessi commerciali negli Stati Uniti.

Ci sono quote più alte in casi specifici. Nella linea E-commerce si arriva al 20%, con un massimo di 200.000 €, per alcune PMI con progetti in Africa, America centrale e meridionale o India. Nella Transizione digitale le imprese energivore arrivano al 20% e, con la misura Energia per le imprese colpite dalla crisi nel Golfo, le PMI fino al 30%, sempre con un massimo di 200.000 € e per domande presentate entro il 31 dicembre 2026. L'elenco completo delle categorie è nelle circolari SIMEST. Il fondo perduto rientra nel regime de minimis, cioè nel tetto di aiuti pubblici che un'impresa può ricevere in tre anni.

Garanzie, anticipo e tempi

  • Garanzie: dipendono dalla classe di rischio dell'impresa, da nessuna garanzia per le classi migliori fino al 40% del finanziamento per le più rischiose. Ne sono esenti anche le PMI innovative e le start up innovative, e nella Transizione digitale le imprese energivore per domande entro il 31 dicembre 2026.
  • Tempi di decisione: non c'è un termine fisso. La domanda va alla prima riunione utile del Comitato Agevolazioni.
  • Anticipo: dopo la firma del contratto arriva un anticipo, di norma del 25% (50% in alcuni casi, per esempio per chi ha interessi negli Stati Uniti).
  • Periodo per le spese: dal ricevimento del codice CUP fino a 24 mesi dalla firma, con una sola proroga di massimo 6 mesi.
  • Erogazioni successive: nella linea E-commerce, dopo l'anticipo, il saldo arriva dopo la rendicontazione finale, da presentare entro 30 giorni dalla fine del periodo. Nella Transizione digitale c'è una tranche intermedia del 25% dopo la prima rendicontazione, obbligatoria a 12 mesi dalla firma, e il saldo entro 4 mesi dalla fine del periodo.

Come si presenta la domanda

  1. Verifica i requisiti: bilanci, codice ATECO, fatturato estero (solo per la Transizione digitale), eventuale categoria per il fondo perduto.
  2. Prepara il progetto e raccogli i preventivi dei fornitori.
  3. Presenta la domanda sul portale SIMEST, con la firma digitale del legale rappresentante.
  4. Se la domanda è approvata, firma il contratto e ricevi l'anticipo.
  5. Sostieni le spese nel periodo previsto, con il CUP indicato su fatture e bonifici e i pagamenti dal conto corrente dedicato.
  6. Rendiconta le spese: nella Transizione digitale anche a 12 mesi dalla firma, in entrambe le linee entro 30 giorni dalla fine del periodo.

Gli errori più comuni

  • Considerarlo un contributo. È un prestito da restituire: il fondo perduto è solo una quota, e solo per alcune imprese.
  • Pagare fatture senza CUP o prima del periodo ammesso.
  • Contare su canoni ricorrenti senza verificare: sono ammissibili solo se sostenuti nel periodo previsto e se non rientrano tra le spese correnti. Chiedi conferma a SIMEST.
  • Chiedere la linea E-commerce per una vetrina senza vendita online: serve la possibilità di completare l'acquisto.
  • Pagare il fornitore a percentuale sul venduto nella Transizione digitale: le commissioni legate alle vendite non sono ammesse.

ExportReady e SIMEST

Un progetto ExportReady può rientrare nella linea E-commerce per la vetrina multilingua con vendita online, pubblicata su un dominio della tua impresa, e nella linea Transizione digitale per il preventivatore B2B e le integrazioni con i tuoi sistemi. Drilldown, la società che realizza ExportReady, ha i requisiti che SIMEST chiede al fornitore della piattaforma e ti rilascia la dichiarazione da allegare alla domanda. L'ammissibilità di ogni voce la decide SIMEST sul progetto concreto: nella call conoscitiva guardiamo insieme requisiti e voci di spesa, e ti supportiamo nella predisposizione della domanda.

Domande frequenti

SIMEST finanzia l'e-commerce?

Sì, con una linea dedicata: finanzia la creazione o il miglioramento di una piattaforma propria per vendere all'estero, oppure l'ingresso in un marketplace. La piattaforma deve permettere l'acquisto online e il dominio deve essere intestato alla tua impresa.

Serve già esportare per chiedere un finanziamento SIMEST?

Dipende dalla linea. Per la linea E-commerce no. Per la Transizione digitale sì: di norma almeno il 10% del fatturato deve venire dall'estero, oppure dalle vendite a clienti che esportano.

Il fondo perduto SIMEST spetta a tutti?

No. È una quota del finanziamento, di norma fino al 10% con un massimo di 100.000 €, riservata ad alcune categorie: per esempio PMI del Sud, PMI con almeno il 20% di fatturato estero, PMI giovanili, femminili o innovative.

Posso chiedere più di un finanziamento SIMEST?

Sì. Si possono presentare più domande, restando nei limiti di esposizione verso il Fondo (in genere il 35% dei ricavi medi) e senza finanziare due volte la stessa spesa.

Il finanziamento SIMEST ha una scadenza?

Le linee E-commerce e Transizione digitale funzionano a sportello, senza una data di chiusura: le domande si esaminano in ordine di arrivo finché ci sono fondi. Scadono invece il 31 dicembre 2026 alcune condizioni più favorevoli riservate alle imprese energivore e a quelle colpite dalla crisi nel Golfo.

Quanto tempo serve per avere i soldi?

Non c'è un termine fisso: la domanda va alla prima riunione utile del Comitato Agevolazioni. Dopo la firma del contratto arriva un anticipo, di norma del 25%; il resto arriva dopo la rendicontazione delle spese, in una o due tranche a seconda della linea.

Vuoi capire se il tuo progetto export è finanziabile?

Nella call conoscitiva guardiamo insieme mercati, voci di spesa e requisiti, e ti diciamo cosa verificare per la domanda SIMEST del tuo progetto ExportReady.

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Fonti

Questa guida è informativa e aggiornata al 26 settembre 2026. Non sostituisce il parere di un commercialista, di uno spedizioniere doganale o dell'ente competente: prima di decidere verifica sempre le regole in vigore sulle fonti ufficiali.